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Altre lingue e traduzione

Raimondo Lullo


L'Ars magna (La grande arte) era un metodo inventato da Raimondo Lullo (1235-1315), teologo, filosofo e missionario catalano, da lui descritto nella sua opera Ars compendiosa inveniendi veritatem seu ars magna et maior (1274), tramite il quale, servendosi anche di schemi e figure, si potessero collegare concetti fondamentali, in una sorta di logica meccanica, in modo da ottenere verità in ogni campo del sapere.
Questa tecnica poteva anche essere usata come una forma di mnemotecnica, in quanto facilitava la memorizzazione delle nozioni di base, ma lo scopo ultimo era quello di «arrivare a una enciclopedia totale, a un sapere universale... Cioè a una "clavis" universale, cioè una "chiave" universale, che mi permetta di accedere a qualunque sapere nella sua totalità.»
L'ars magna voleva essere anche un trattato di retorica, scienza dell'invenzione e logica per un corretto uso della ragione, conseguibile anche attraverso vere e proprie macchine inferenziali combinatorie che Lullo costruì materialmente.
Nella Spagna del XIII secolo, dove convivevano cultura musulmana, cristiana ed ebraica, Lullo ricercava una modalità logico-dialettica per portare al cristianesimo gli islamici e gli ebrei. Le sue numerose opere scritte in arabo avevano lo scopo di convincere tramite rigide argomentazioni logiche arabi ed ebrei della superiorità della religione cristiana dimostrando loro la verità del dogma trinitario, il maggior ostacolo alla conversione dei miscredenti.

Cartesio


Ha proposto alcune revisioni che andavano apportate alla grammatica perché la lingua coincidesse con la Vera Filosofia, costituita da idee chiare e distinte. Egli pensava a una lingua finalizzata al fare scienza, piuttosto che a comunicarla.

Una lingua dovrebbe essere costruita seguendo queste linee guida:

  • molto semplice da imparare nel giro di cinque, sei giorni e altrettanto facile a scrivere e a parlare;
  • tra le parole e i pensieri bisognerebbe instaurare la stessa relazione che c'è tra i numeri: un ordinamento preciso e meccanico che renda possibile una combinazione tramite sicure regole;
  • il primo passo da compiere per questa nuova lingua sarebbe quello di scomporre le idee complesse in idee semplici per poi effettuare ogni combinazione logica possibile.

In una lettera a padre Mersenne (20 novembre 1629) egli scriveva:
«Ritengo che questa lingua sia possibile, e che si possa trovare la scienza da cui farla derivare, così che per mezzo di questa dei contadini potrebbero giudicare della verità delle cose meglio di quanto non facciano oggi i filosofi.»

Leibniz


«Allora, non ci sarà più bisogno fra due filosofi di discussioni più lunghe di quelle tra due matematici, poiché basterà che essi prendano le loro penne, che si siedano al loro tavolo (riferendosi, se lo desiderano, a un amico) e che entrambi dicano: "Calcoliamo".»

Leibniz e la lingua Characteristica Universalis

di Enrico Barsanti

Era convinto che l’evoluzione della scienza dovesse andare di pari passo con lo sviluppo di una lingua perfetta, intesa qui nel duplice senso di lingua diffusa universalmente, e al contempo capace di condurre il parlante a formulare automaticamente proposizioni vere: risolvendo qualsiasi termine dato nelle sue parti formali (uomo = animale razionale) e considerando tali elementi come termini primi non ulteriormente scomponibili (animale = 2; razionale = 3), egli poteva giungere ad assegnare a ogni concetto un numero (uomo = 2x3 = 6). Da tali premesse Leibniz concludeva che la proposizione “tutti gli uomini sono animali” è vera, semplicemente osservando che il rapporto tra soggetto e predicato (6/2 = 3) è un numero intero, ossia rientrante nella lista dei termini primi che occorre in precedenza definire.

I matematici e la lingua internazionale

di Roero, Clara Silvia su Bollettino dell'Unione Matematica Italiana Serie 8, vol. 2-A (1999) — La Matematica nella Società e nella Cultura

Si chiama “Universal Networking Digital Language ” ed è il programma che può realizzare l ’antica utopia di un linguaggio umano comune attraverso la capacità “universalistica ” della lingua digitale del computer

Dalla Torre di Babele alla Lingua universale

di Gianni Tibaldi, su Società e Cultura

Giuseppe Peano


La lingua perfetta e i matematici: il caso di Giuseppe Peano

di Daniele Gouthier, Nico Pitrelli, Ivan Pupolizio

Latino sine flexione,
Lingua artificiale inventata nel 1903 dal matematico italiano Giuseppe Peano

Si tratta di una versione semplificata del latino classico, in cui tutte le difficoltà delle terminazioni (declinazioni) sono state soppresse. Questo progetto attirò l'attenzione, soprattuto grazie alla reputazione dell'autore, ma non conobbe mai un grande successo, e fu molto criticato. Nonostante ciò Peano pubblicò numerosi testi in questa lingua e la utilizzò per tenere le sue lezioni.

		Estratto: Il Padre Nostro:

			Patre nostro, qui es in celos, 
			que tuo nomine fi sanctificato. 
			Que tuo regno adveni; 
			que tuo voluntate es facto 
			sicut in celo et in terra. 
			Da hodie ad nos nostro pane quotidiano. 
			Et remitte ad nos nostro debitos, 
			sicut et nos remitte ad nostro debitores. 
			Et non induce nos in tentatione, 
			sed libera nos ab malo. 


Codici & segreti
di Simon Singh, BUR

Racconta con passione una serie di storie esemplari: quella di Maria Stuarda e del codice segreto che la condusse al patibolo; la macchina Enigma, usata dai tedeschi durante la seconda guerra mondiale, il cui codice fu violato da Alan Turing; la decifrazione della Lineare B, la scrittura della civiltà micenea; la natura e la scoperta del codice genetico; l'elaborazione dei codici elettronici; la possibilità di inventare una crittografia a prova di decifrazione.


Il Manoscritto di Voynich

di Federico Peiretti

Curiosi simboli magici, animali e piante fantastiche, sfere celesti e donne nude illustrano uno dei libri più affascinanti e misteriosi del mondo. E’ un manoscritto che non ha titolo, non se ne conosce l’autore ed è scritto in una lingua sconosciuta oppure in un codice che nessuno è mai riuscito a decifrare.

Alla fine della seconda Guerra Mondiale molti dei crittografi che erano riusciti a decifrare il codice Enigma e il codice della Flotta Imperiale giapponese si dedicarono alla decifrazione di antichi documenti cifrati e riuscirono a decifrarli tutti, tranne uno: il Manoscritto di Voynich.

Le manuscrit de Voynich

Le manuscrit de Voynich,Lecture d’une élé gante énigme

par Antoine Casanova

Sintassi animale

Pesci e api danzanti

Le voci dei vervet

di S. Zucchi

I sistemi di comunicazione che gli animali usano in natura sono radicalmente diversi dal linguaggio umano; il linguaggio umano è usato per l’espressione del pensiero, per stabilire relazioni interpersonali senza alcun interesse particolare per la comunicazione, per il gioco. I sistemi di comunicazione che gli animali usano in natura invece non hanno queste funzioni.

La danza delle api.

Se il cibo si trova in un raggio di 100 metri, l’ ape esploratrice fa dei rapidi movimenti circolari, invertendo frequentemente il verso: in senso orario e in senso antiorario.
Se il cibo è più lontano, l’ esploratrice fa una danza un po’ più complessa, la “danza dell’addome”, compiendo un percorso a forma di 8 in cui i due cerchi sono uniti da un tratto rettilineo che indica la direzione dellla fonte del cibo e agitando l’addome tanto più freneticamente quanto più è vicina.

Il linguaggio delle api

di Claudia Pecoraro

Studiato in particolare da von Frish, è una comunicazione attraverso la danza; le posizioni di siti d'interesse sono espresse in coordinate polari.