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Vito Volterra

“Muoiono gli imperi, ma i teoremi d’Euclide conservano eterna giovinezza”.

Judith Goodstein, autrice di una sua recente biografia, commentandone le vicende personali afferma che la sua vita "... esemplifica l'ascesa della matematica italiana dopo l'unificazione del Paese, la sua rilevanza nel primo quarto del XX secolo, e il suo precipitoso declino sotto Mussolini… L'ascesa come una meteora e la tragica caduta di Volterra e della sua cerchia costituiscono una lente attraverso la quale è possibile esaminare nei più minuti dettagli le sorti della scienza italiana in un periodo scientificamente epico"

“Si può affermare che il concetto della scienza e il valore di essa presso il pubblico sono oggi profondamente cambiati rispetto solo a un mezzo secolo fa. Infatti le più moderne scoperte, quelle stesse a cui la maggior parte della nostra generazione ha assistito, furono viste da tutti (a differenza di quel che avveniva più frequentemente pel passato) nascere e svilupparsi nei gabinetti scientifici e di qui diffondersi nelle officine e invadere il campo della vita pratica”.
1907, in occasione della rifondazione della Società Italiana per il Progresso delle Scienze (1839- 1875)


Giovanni Vailati

Si laureò all'Università di Torino prima in ingegneria nel 1884 e poi in matematica nel 1888. Qui insegnò storia della meccanica dal 1896 al 1899, dopo aver lavorato come assistente di Giuseppe Peano e Vito Volterra. Egli lasciò il suo posto universitario nel 1899 e così poté proseguire i suoi studi in modo indipendente, e si guadagnò da vivere insegnando matematica nelle scuole superiori. Durante la sua vita fu conosciuto a livello internazionale, i suoi scritti sono stati tradotti in inglese, francese, e polacco, sebbene fu in gran parte dimenticato dopo la sua morte a Roma. Non pubblicò nessun libro completo, ma lasciò circa 200 saggi e recensioni che toccano un'ampia gamma di discipline.

Alcune osservazioni sulle questioni di parole nella storia della scienza e della cultura

Scritti filosofici

Testi


Federico Enriques

Matematiche e teoria della conoscenza

in "Scientia", Zanichelli, Bologna, 1912.

Eredità ed evoluzione

su amshistorica.cib.unibo.it.

Compì gli studi universitari presso l'università di Pisa e la Scuola Normale Superiore; si laureò in matematica nel 1891. Federigo frequentò in seguito un anno di perfezionamento a Pisa e uno a Roma, dove ebbe modo di incontrare e collaborare col matematico Guido Castelnuovo, che poi divenne marito di sua sorella. Iniziò inoltre a collaborare con i matematici Luigi Cremona, Corrado Segre e Ugo Amaldi. Fu socio dell'Accademia dei Lincei. Nel 1894 si trasferì a Bologna, dove insegnò presso l'ateneo della città geometria descrittiva e geometria proiettiva (di cui fu titolare di cattedra a partire dal 1896). Nel 1922 fu invitato presso l'Università di Roma, per occupare la cattedra di matematiche superiori e di geometria superiore. Nel 1937 venne invitato da Otto Neurath a divenire un collaboratore dell'Encyclopaedia of Unified Science, la cui pubblicazione era stata individuata come lo strumento per lo sviluppo del movimento per l'unità della scienza. Quando però furono promulgate le leggi razziali antiebraiche, nel 1938, fu espulso dall'insegnamento e da qualsiasi altra occupazione legata all'attività culturale. Durante l'occupazione tedesca fu dapprima nascosto in casa dell'allievo Attilio Frajese e poi fu nascosto a San Giovanni in Laterano. Negli anni della segregazione, insegnò a Roma nella scuola ebraica clandestina fondata dal cognato Guido Castelnuovo per i giovani ebrei estromessi dalle università italiane, e riuscì a pubblicare alcuni articoli in forma anonima sul Periodico delle Matematiche (di cui era stato direttore). Tornò a insegnare all'Università nel 1944 per altri due anni e morì a Roma il 14 giugno 1946. Tra i fondatori della scuola italiana di geometria algebrica, Enriques allargò gli orizzonti del dibattito scientifico occupandosi di filosofia, storia e didattica della matematica. Nel 1906 fondò la Società filosofica italiana (di cui fu presidente fino al 1913), nel 1907 (assieme a Giuseppe Bruni, Antonio Dionisi, Eugenio Rignano e Andrea Giardina) fondò la rivista internazionale Rivista di Scienza e nel 1921 fu nominato direttore del Periodico di matematiche (diretto fino alla morte), organo della Mathesis (che presiedette dal 1922 al 1934). Diresse, tra l'altro, la sezione di matematica dell'Enciclopedia Italiana.


Bertrand Russell


Giorgio Israel

Articoli

In questo si possono scaricare articoli pubblicati su giornali o riviste.

Ha portato avanti numerose battaglie appassionate per la difesa dell'istruzione classica, commentando e criticando le riforme scolastiche promosse in Italia all'inizio del secondo millennio.


Piergiorgio Odifreddi

rigido, rigido e perfido (anagramma, di Stefano Bartezzaghi)

Giornali

Matematico, logico, saggista e accademico italiano, oltre che di matematica, nelle sue pubblicazioni si occupa di divulgazione scientifica, storia della scienza, filosofia, politica, religione, esegesi, filologia e saggistica varia.