| ANALITICI & CONTINENTALI |
| DICEMBRE 1997 LOGICA E FILOSOFIA di Massimo Mugnai |
|
| Sono trascorsi quarant'anni da quando, nel 1957, Ettore Casari diede alle stampe il volume Logica dei predicati, in un'edizione ormai introvabile a cura dell'Unione Industriali di Torino. A proposito di questa pubblicazione, Paolo Pagli, ripercorrendo per sommi capi le vicende che, dopo la seconda guerra mondiale, portarono alla ripresa della logica in Italia, si esprime nei termini seguenti «L'Evento fondamentale ... per la logica in generale, è il contributo di Ettore Casari, che costituisce il primo vero testo di logica matematica pubblicato in Italia dopo Peano, con un panorama sostanzialmente adeguato dei temi di base della logica moderna».[1] il volume, che raccoglieva un ciclo di lezioni tenuto presso il Centro di Studi Metodologici di Torino, costituì la base per un secondo e più importante libro, Lineamenti di logica matematica,[2] a proposito del quale, ancora Pagli scrive: ,«Il manuale segna una svolta nella situazione culturale complessiva e costituisce, praticamente, l'inizio ufficiale della rinascita degli studi di logica in Italia». Se si tiene presente l'anno di pubblicazione dei Lineamenti, colpisce il fatto che, anche al di fuori del nostro paese, ben pochi testi, oltre quello di Casari, fossero a disposizione di chi desiderava affidarsi a uno strumento rigoroso per accedere alle tecniche e alle problematiche principali della logica matematica. Durante il fascismo, in Italia, il predominio culturale e politico dell'idealismo di matrice hegeliana era stato un potente ostacolo allo sviluppo della logica matematica, sebbene proprio un italiano, Giuseppe Peano, fosse riconosciuto unanimemente tra i fondatori della disciplina. Nei confronti della logica "formale" Hegel, a suo tempo, si era già espresso in termini limitativi: l'atteggiamento di sufficienza, se non proprio di ostilità, che gli idealisti italiani manifestavano verso la scienza, considerata un sapere di rango inferiore rispetto alla filosofia, aveva gettato ulteriore discredito sull'alleanza che la logica aveva stretto con la matematica. Nel dopoguerra, col mutare del clima culturale, un settore rilevante della filosofia italiana, grazie anche al contributo di autori come Ludovico Geymonat e Giulio Preti, aveva propugnato un modo di fare filosofia che tenesse conto dei risultati del pensiero scientifico e che comunque comportasse un avvicinamento a quest'ultimo. Nella nuova situazione il libro di Casari segnava la ripresa di un discorso interrotto, non però dove questo era stato lasciato, ma al livello più alto in cui era giunto in quegli anni. Da allora, la logica matematica ha avuto nel nostro paese un confortante sviluppo presso dipartimenti (o istituti) sia di matematica sia di filosofia. A tale sviluppo Casari ha contribuito in maniera determinante, con i lavori scientifici e con l'insegnamento. Adesso, in un clima culturale ben diverso rispetto agli anni Cinquanta, Casari pubblica questo secondo manuale, che raccoglie un vasto spettro di tematiche e di risultati fondamentali della logica. Dopo un breve excursus di carattere storico, il volume guida il lettore a una prima analisi logica vertente su enunciati del linguaggio naturale; quindi fornisce nozioni basilari riguardo al significato dei connettivi logici, agli stati di verità degli enunciati, alla loro valutazione mediante il meccanismo delle tavole di Beth, ecc., dando anche un ragguaglio essenziale di teoria classica del sillogismo. Casari affronta quindi la presentazione della «teoria delle teorie deduttive» - vale a dire della teoria che si propone di descrivere la struttura generale di quella varietà di teorie scientifiche che fanno uso essenziale di metodi deduttivi. La «teoria delle teorie deduttive» si articola in quattro aree fondamentali: 1)morfologia logica «al cui centro sta il concetto di linguaggio formale»; 2) ontologia logica che specifica «il concetto di mondo, ossia [il] complesso organizzato di enti» su cui si fanno parlare i linguaggi formali e che ha il compito di precisare concetti «come individuo, proprietà, relazione, operazione, ecc.»; 3) semantica logica - cioè la determinazione del modo in cui «il livello puramente simbolico del linguaggio viene collegato con quello puramente ontologico del mondo, in maniera tale che il linguaggio parli del mondo»; 4) sintassi logica, che ruota intorno alla nozione di sistema formale, il quale «si costituisce attraverso l'imposizione a un linguaggio formale di un concetto di dimostrazione formale». Nella trattazione della semantica dei linguaggi formali, Casari fornisce un'esposizione estremamente chiara e rigorosa delle condizioni che determinano sia l'attribuzione di un significato alla parte descrittiva di un dato linguaggio sia la verità (e quindi anche la falsità) degli enunciati semplici e complessi che, all'interno di quel medesimo linguaggio, possono essere formati. La corretta comprensione di questa parte è una condizione essenziale per potersi orientare all'interno delle discussioni concernenti i concetti di verità e significato che si sono svolte, e che tuttora si svolgono, nell'ambito della filosofia contemporanea. Col capitolo ottavo ("Teorie deduttive elementari"), nel quale vengono dimostrati, tra l'altro, i classici teoremi di validità e completezza, viene esaurito quello che si potrebbe considerare un primo corso di logica a livello universitario. Il capitolo settimo, che guarda ai sistemi formali, per così dire, dall'esterno, considerandone le proprietà generali (coerenza, completezza sintattica, ecc.) svolge, in certo senso, un ruolo di raccordo col capitolo successivo, e costituisce un ponte naturale verso contenuti per corsi di livello superiore al primo. t in questo capitolo che vengono presentati e dimostrati i cosiddetti “teoremi limitativi" (tra i quali i celebri teoremi di Gödel e Tarski) «che sanciscono certi limiti del potere deduttivo dei formalismi (elementari)». Nei capitoli restanti, dal nono al sedicesimo, vengono introdotti argomenti come i calcoli delle sequenze, la teoria dei modelli, la ricorsività e la teoria degli insiemi; vengono forniti, tra l'altro, elementi di lambda-calcolo e di logica combinatoria. Questo sommario elenco - che per lo più si limita a riprodurre l'indice del volume - rende conto soltanto parzialmente della ricchezza del materiale raccolto nel libro e della chiarezza espositiva con la quale è presentato. Emblematiche, sotto questo riguardo, sono, per esempio, le poche pagine del secondo capitolo, nelle quali con grande lucidità e semplicità Casari introduce concetti fondamentali come quelli di decidibilità ed enumerabilità (di un insieme o di una relazione), di computabilità (di una funzione) e ne illustra i rapporti reciproci. Pur guidando "per mano" il lettore, dagli argomenti più semplici a quelli più complessi, il libro richiede tuttavia, soprattutto per certe parti, attenzione e applicazione non superficiali. Destinato ai cultori di filosofia, solleva implicitamente un problema riguardo ai rapporti che al momento attuale sussistono tra filosofia e logica. Se la filosofia consente una pluralità di approcci ai problemi, è pur vero che l'ignoranza non serve a nessuno; e sebbene vi siano modi e prospettive diverse in base alle quali può essere affrontata la discussione di un tema come, per esempio, quello della verità, sembra bizzarro o poco "professionale" applicarvici senza avere l'informazione necessaria su come viene trattato in logica. Se non altro, in tal caso, occorre un argomento per giustificare l'eventuale "superfluità" dell'informazione, e per far ciò bisogna ricorrere implicitamente alla logica (l'argomento dovrà essere valido e persuasivo, per essere accettato). Lo stesso si applica ad altri concetti, come quelli di identità, relazione, proprietà, ecc. che costituiscono componenti basilari, sia del linguaggio ordinario sia del lessico filosofico. Analogo intento introduttivo alla logica, sebbene con ambizioni e contenuti più circoscritti rispetto al libro di Casari, lo ha anche il manuale di Marco Mondadori e Marcello D'Agostino. Si tratta di un testo che, con un'opportuna selezione degli argomenti, intende rivolgersi a ,«tutti gli studenti delle Facoltà Umanistiche», ma anche a studenti e insegnanti delle scuole secondarie superiori che vogliano «approfondire quegli "elementi di logica" previsti dai programmi Brocca e da tempo trattati in via sperimentale in quest'ordine di scuole». Nella "Prefazione" i due autori osservano che la logica degli ultimi vent'anni, sebbene non abbia ottenuto risultati paragonabili, per importanza e profondità, a quelli raggiunti tra la fine dell'Ottocento e la prima metà degli anni Settanta, ha registrato tuttavia un fecondo mutamento, determinato dall'interazione con l'informatica. Questa "svolta" avrebbe «ridato -vigore al punto di vista "computazionale" e ai metodi combinatori, che erano stati parzialmente oscurati dal successo della semantica à la Tarski e dei metodi insiemistici». E sarebbe appunto «la scelta di privilegiare gli aspetti combinatori e computazionali nell'analisi dei processi deduttivi», a caratterizzare l'approccio "didattico" di Mondadori e D'Agostino. Tale scelta comporta: a) adozione della concezione inferenziale del significato degli operatori logici, secondo la quale il significato dei simboli logici del linguaggio viene determinato dal ruolo che questi svolgono nella deduzione; b) "sdrammatizzazione" della tradizionale dicotomia tra sintassi e semantica a favore di una distinzione più marcata tra «deduzioni "intuitive" (basate sul contenuto delle espressioni linguistiche utilizzate) e procedure "meccaniche" (basate su regole completamente formali del tutto indifferenti a tale contenuto)». Il risultato è un libro agile e chiaro che, per chi desideri un primo contatto con la logica, avrà notevole efficacia didattica. Proprio alla luce delle metodologie che i due autori impiegano viene da chiedersi tuttavia se la giustificazione che si richiama alla "svolta informatica" non risulti, a conti fatti, eccessiva: tutto sommato l'approccio generale appare piuttosto tradizionale. Semmai si può criticare l'adozione di una formalizzazione basata su un calcolo che risulta idiosincratico, rispetto agli standard correnti dei manuali di logica che pure adottano la deduzione naturale. Si tratta di un calcolo proposto dagli stessi Mondadori e D'Agostino, e chi apprende a far logica col loro manuale potrebbe trovarsi leggermente spaesato, una volta messo a confronto con calcoli più "tradizionali”: bisogna riconoscere tuttavia che è uno strumento assai semplice e facile da usare.>br>Uno dei pregi del libro è costituito dal fatto che su circa 540 pagine di testo, quasi la metà sono occupate da esercizi e da soluzioni dei medesimi. Brevi, ma essenziali schede informative si alternano in punti strategici alla trattazione puramente sistematica, fornendo utili ragguagli di carattere storico-genetico dei concetti più importanti che, di volta in volta, vengono discussi. Dato il rilevante numero di pagine e i destinatari del volume, si fa sentire la mancanza di una trattazione rigorosa della semantica tarskiana, e quindi del concetto di verità, che però, come abbiamo visto, non è stata inserita per motivi "ideologici". Infine, tra le introduzioni alla logica che hanno visto la luce nel '97, da segnalare la traduzione del manuale di Irving Copi e Carl Cohen, al quale abbiamo già fatto riferimento e che presenta il testo rivisto e ampliato di un libro degli anni Sessanta. Nella "Presentazione" del volume Gabriele Lolli delinea sinteticamente, come segue, i caratteri principali di questa introduzione, spiegando anche in modo implicito le ragioni che possono giustificare una sua traduzione nella nostra lingua: «I testi di logica oggi sono difficili, in quanto trattano strutture astratte, e specializzati; questo di Irving M. Copi e Carl Cohen, no; si presenta come un testo tradizionale e senza matematica. L'impostazione non matematica non è un rifiuto del nuovo in nome di vecchi interessi della logica; non sarebbe possibile né augurabile; nel nostro tempo, se si vuole studiare la logica si deve affrontare la problematica di oggi. Ciò che questo volume ripropone è il valore culturale della logica. Lo ispira una tradizione politica di democrazia americana, dove la discussione delle diverse ragioni è condizione preliminare per valutare le alternative e arrivare a una decisione razionale nelle comunità». Il volume comprende la discussione di alcuni argomenti relativi al ragionamento deduttivo e dedica la terza parte all'induzione, all'inferenza probabile e a temi di logica giuridica. Numerosi sono gli esercizi, e di particolare interesse e utilità i capitoli dedicati, rispettivamente, alle fallacie (III) e alla definizione (IV). Resta però, sostanzialmente, un'opera preliminare allo studio della logica, utile per dare al lettore il gusto di certi problemi, ma che rischia di fermarsi al di qua della soglia della disciplina. | |||
|