Lo studio
dei sistemi elettorali (SE) si trova al crocevia delle
due culture: da una parte,
le scienze sociali che studiano lo sviluppo e l'evoluzione dei SE,
nel contesto dei mutevoli bisogni e delle dinamiche sociali delle
collettività; dall'altra, le scienze esatte che si occupano dello
studio formale dei meccanismi elettorali, le cui proprietà riflettono
è o almeno dovrebbero riflettere è principi generali come Equità,
Rappresentatività, Stabilità, e Consistenza.
Per la verità,
nel nostro Paese al suddetto crocevia si vedono transitare veicoli
pressoché in una sola direzione, dato che l'approccio politico-istituzionale
delle scienze sociali è largamente prevalente. Il Convegno Internazionale
su Mathematics and Democracy:
Voting Systems and Collective Choice, svoltosi a Erice dal 18
al 23 Settembre 2005, rappresenta quindi da noi una novità quasi
assoluta. Sintetizzandone le conclusioni, l'insigne studioso Michel
Balinski - il suo trattato matematico sui sistemi proporzionali
è spesso citato nelle sentenze della stessa Corte Suprema degli
USA - ha redatto una sorta di Decalogo sulla scelta di un SE, sottoscritto
all'unanimità dai partecipanti. Si tratta di un documento autorevole
e di grande attualità, che può essere consultato sul sito web del
convegno (http://w3.uniroma1.it/mathdemocr).
In realtà,
nel mondo l'uso della Matematica per lo studio dei SE è più diffuso
di quanto si pensi. Il grande bagaglio di strumenti quantitativi
di cui oggi si dispone permette di analizzare, valutare e progettare
SE in tutti i loro aspetti, dalla definizione delle regole di voto
e delle formule di trasformazione in seggi, al disegno dei distretti
e alle strategie di coalizione tra partiti.
Sono molti gli
approcci e diversi gli strumenti che possono portare un valido contributo
alla comprensione dei processi elettorali e delle loro conseguenze.
I metodi già disponibili in tal senso nella vastissima letteratura
sono, ad esempio:
La
varietà degli approcci e l'approfondimento teorico dei tanti strumenti
quantitativi di analisi dei sistemi di voto sta facendo emergere
una vera e propria scienza dei SE, della quale si dovrebbe fare
uso nel progetto di sistemi nuovi e nella riforma di sistemi già
in atto.
La Matematica aiuta
a guardare i SE da più angolature, sfruttando la potenza di uno
strumento che svolge la funzione sia di microscopio, nel senso che consente di mettere a fuoco con precisione
le diverse componenti di un sistema complesso e le loro connessioni,
altrimenti "invisibili"; sia di telescopio, nel senso che permette
l'esplorazione - esplicita o virtuale - di un universo di scelte
alternative enormemente vasto, avvalendosi anche delle potenzialità
della tecnologia dell'informazione.
Come esempio della
prima funzione possiamo citare un risultato da noi ottenuto sul
guadagno garantito di seggi di un partito nel passaggio da un sistema
misto come quello vigente in Italia a un sistema proporzionale,
sotto l'ipotesi che il partito in questione non ottenga nessun seggio
maggioritario. Quando si parla di sistema proporzionale, non tutti hanno la consapevolezza che ne esistono
molti è anzi infiniti è spesso con caratteristiche ben diverse tra
loro. Due furono inventati addirittura dai Presidenti americani
Jefferson e Adams. Noi assumeremo che tanto il sistema proporzionale,
quanto quello misto per la sua parte proporzionale, utilizzino la
formula del quoziente naturale con i resti più alti , come avviene per le elezioni della Camera dei Deputati
in Italia.
Il fenomeno del guadagno di seggi precedentemente citato è ben noto ai politologi, ma tramite strumenti matematici diventa possibile quantificarne l'entità con risultati sorprendenti.
Altre volte la Matematica
viene usata come telescopio per esplorare una parte molto
più vasta dell'universo delle scelte alternative possibili. In certi
casi, il numero di tali scelte è astronomicamente alto: ad esempio,
il numero di tutte le possibili alternative di distrettizzazione
elettorale in Italia (che, in base alla legge vigente, corrisponde
al numero di partizioni dell'insieme degli oltre 8000 comuni in
475 collegi uninominali) supera di gran lunga il numero di atomi
dell'intero sistema solare! Evidentemente, il cervello umano da
solo non è in grado di prendere in considerazione tutte le alternative
possibili mentre invece, con il supporto di un modello matematico
e di un computer, riesce ad esaminarne - esplicitamente o implicitamente
- un gran numero.
A proposito di
distrettizzazione elettorale, in Italia (dove abbiamo una lunga
tradizione di sistemi proporzionali) non si ha una grande consapevolezza
delle trappole insite nella forma dei collegi elettorali. Eppure quest'ultima,
in un sistema maggioritario, a parità di voto, può cambiare drasticamente
il risultato elettorale. Questo
è quanto accadde nel Massachussets, nel 1821, quando il governatore
Elbridge Gerry fece ridisegnare i distretti elettorali in modo da
garantirsi una probabilità molto elevata di essere rieletto. La
sua amministrazione è nota per aver fatto approvare in quell'anno
una mappa di distretti elettorali per il Massachussets che favoriva
intenzionalmente il consolidamento dei voti in sostegno del suo
partito in alcuni collegi, causando così uno svantaggio ingiusto
per i suoi competitori. L'insolita forma a salamandra di uno di
questi distretti ha dato origine al termine gerry-mander (da Gerry-salamander).
Nonostante siano
passati molti anni, il termine gerrymandering
è tutt'altro che fuori moda. Lo dimostrano chiaramente i tanto dibattuti
esiti delle più recenti elezioni del Congresso negli Stati Uniti
d'America. Citiamo solo due esempi: il caso del Maryland nel 2002
(in cui, in base alla distrettizzazione vigente, per i Democratici
risultavano sufficienti mediamente 150708 voti per ottenere un seggio
a fronte di 376455 per i Repubblicani) e quello del Connecticut nel
L'utilità degli strumenti matematici è ancora più evidente quando essi permettono di capire i meccanismi dei SE in vigore e di metterne in luce i difetti. Con riferimento al SE italiano, ad esempio, si individua una grave anomalia nella procedura di ripartizione dei seggi alla Camera dei Deputati. La procedura adottata può, infatti, dar luogo a risultati che si contraddicono l'un l'altro. In questi casi senza l'uso della Matematica non si va da nessuna parte.
Anche
i SE più rodati possono essere soggetti a paradossi. Si consideri,
ad esempio, una delle formule proporzionali più diffuse, quella
del quoziente con i resti più alti ricordata in precedenza. Sembra
ragionevole supporre che, per una data distribuzione dei voti, se
il numero di seggi totali in palio aumenta da S
a S+1, nessun partito debba ricevere meno
seggi rispetto a quelli che avrebbero dovuto spettargli con S seggi. Ebbene, assegnando i seggi con
la formula del quoziente con i resti più alti, questa semplice proprietà,
nota come monotonia rispetto
ai seggi, può essere violata!
Non si tratta di
un risultato astratto, tant'è che un simile evento paradossale è
realmente accaduto in Alabama, nel 1881. All'epoca, la formula del
quoziente con resti più alti veniva utilizzata negli Stati Uniti
per definire quanti del totale dei seggi del House
of Representatives dovessero spettare a ogni Stato in base alla
sua popolazione. Nel 1881, il numero totale dei seggi passò da
Tuttavia, anche
questi ultimi non sono esenti da paradossi. In effetti, uno dei
risultati più eclatanti che emerge dallo studio matematico dei SE
è il cosiddetto Teorema d'Impossibilità è analogo al famoso Teorema di Arrow nella teoria delle scelte collettive. Supponiamo
di stilare un elenco minimale di tutti gli assiomi a cui dovrebbe
ragionevolmente sottostare un SE, inteso come trasformazione di
voti in seggi parlamentari. Un esempio è fornito dall'assioma
di monotonia rispetto
ai seggi visto sopra; un altro è quello di monotonia
rispetto ai voti: se il partito A riceve più voti del partito
B, è sensato prescrivere che B non ottenga più seggi di A. Ebbene,
il Teorema afferma la non esistenza di un SE che verifichi tutti
gli assiomi prescritti!
Sembrerebbe
che, alla luce di questo teorema, la teoria matematica dei SE si
autofagociti è la stessa osservazione, in effetti, potrebbe farsi
a proposito del Teorema di
Arrow o del celebre Teorema
di Gödel per l'Aritmetica.
In realtà, come è successo per gli altri due teoremi, proprio tale
risultato negativo ha prodotto l'effetto che lo studio matematico
dei SE non si estinguesse subito e anzi venisse fortemente stimolato.
Inoltre, la stessa indisponibilità di un SE "perfetto" ha fatto
sì che, potendosi addurre argomenti a favore dell'uno o dell'altro
sistema, il loro studio matematico assumesse una tipica connotazione
dialettica e critica.
A nostro parere,
il vero contributo concettuale offerto dalla Matematica alla valutazione
e alla scelta di SE è il presupposto che il sistema non dovrebbe
scaturire da una sorta di "equilibrio di Nash" in un agone dove
ciascun partito massimizza la propria utilità, bensì dovrebbe essere
progettato in modo che venga ad avere proprietà ben definite, ragionevoli
e ispirate a principi di equità e democrazia largamente condivisi
dalla cittadinanza. Un uso corretto degli strumenti matematici per
la progettazione e la valutazione dei SE garantisce la trasparenza
e la neutralità del meccanismo, la controllabilità del processo
e l'accuratezza, sia delle procedure di voto sia del computo dei
risultati. Inoltre, in questo modo si possono prevenire i difetti
insiti in un sistema, nonché le manipolazioni operate dalle parti
interessate, con conseguenti effetti dannosi per la democrazia.
Ciò detto, non vorremmo essere fraintesi e passare per apologeti di un uso esclusivo della Matematica nello studio dei SE. Crediamo invece che, quando si tratta di designare o di scegliere un SE, sia necessario integrare le conoscenze matematiche con quelle proprie delle scienze sociali. Siamo convinti che tanto le une quanto le altre - considerate separatamente - non siano sufficienti per una oculata scelta del SE. Infatti le prime, ove correttamente utilizzate, consentono sia di prevenire e ridurre il controllo politico di parte, sia di garantire al cittadino la trasparenza e la qualità del sistema. Le seconde, d'altra parte, forniscono indicazioni per scegliere tra tutti i possibili SE, di necessità imperfetti, quello più adatto per una particolare società in un particolare periodo storico.
In ogni caso auspichiamo di veder transitare al crocevia elettorale più veicoli nell'altra direzione, anche nel nostro Paese.