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AI fine di ridurre gli inconvenienti che una trasmissione a ruote di frizione comporta (ad esempio slittamenti), nelle ruote dentate la trasmissione del moto potenza è affidata alle spinte che si trasmettono reciprocamente i denti che sporgono dalle corone delle ruote (Figura 1).
Le ruote dentate per la trasmissione del moto tra assi paralleli possono essere:
Tutte queste a loro volta possono essere interne o esterne:
Uniformità del movimento La trasmissione del moto deve in ogni caso svolgersi con la massima regolarità, idealmente senza urti, rispettando la costanza del rapporto di trasmissione. A tal proposito esaminiamo il moto di una coppia di ruote dentate cilindriche a denti diritti osservandone le condizioni di contatto fra i profili coniugati (Figura 1): ognuna delle due ruote dentate fa riferimento a una circonferenza particolare (circonferenza primitiva, come sarà in seguito specificato); siano le due circonferenze di centro rispettivamente O1 e O2, tangenti in C, e sia la coppia di denti in presa a contatto nel punto A. Considerato tale punto pensato appartenente prima alla ruota (1) motrice, poi alla ruota (2) condotta, le relative velocità periferiche istantanee risultano:
Al contatto i due
denti non devono urtarsi né distanziarsi, a tal proposito si conduca
da A la retta (n n) di contatto (o di pressione o ancora normale
di contatto) perpendicolare alla tangente del profilo di entrambi i denti
(deve essere comune, altrimenti o i denti si compenetrano o non si toccano)
nel punto di contatto A; inclinata di un angolo a
rispetto all'orizzontale (perpendicolare alla congiungente i centri O1
e O2). Dalla
figura 8.5 si osserva che, affinché non vi siano né urti,
né distanziamenti fra i profili, è necessario che le proiezioni
di Dall'esame della figura 8.5 si ricavano le condizioni di similitudine fra i triangoli:
(siano N1, ed N2 i piedi delle perpendicolari mandate dai centri delle ruote alla normale di contatto n n). Stabiliti gli angoli:
si ha pure:
Ne segue che: Essendo il rapporto di trasmissione
definito da: Infine, per similitudine fra i triangoli: ovvero il rapporto di trasmissione di un ingranaggio cilindrico a denti diritti è pari al rapporto fra i raggi (diametri) delle circonferenze tangenti delle ruote di frizione cilindriche a esse ornologhe, dette circonferenze primitive. Affinché sia
assicurata la costanza del rapporto di trasmissione durante l'ingranamento
è necessario che la normale di contatto (n n) passi
per il punto C di tangenza di dette circonferenze
(condizione necessaria e sufficiente è la invarianza dei
segmenti
Il proporzionamento di una ruota
dentata, in particolare la sua dentatura, è svolto per convenzione
ed evidente praticità in relazione a una grandezza di riferimento
denominata modulo; si tratta di una grandezza introdotta per agevolare
la costruzione delle ruote dentate, la cui dentatura ha passo: indicando con: z = numero di denti (numero di vani); d = diametro primitivo. il passo di una dentatura,
ovvero la distanza fra due punti omologhi appartenenti a due denti consecutivi
misurata sulla circonferenza primitiva (si tratta di un arco), risulta
di difficile commensurabilità per la presenza, nel membro di destra,
del numero irrazionale p; per questo
si è posto più semplicemente:
a = angolo di pressione formato dalla retta di pressione con la normale alla congiungente i centri di rotazione delle rette costituenti l'ingranaggio (~ 20°); r = raggio della circonferenza primitiva,, ovvero quello della retta di frizione omologa alla ruota dentata in esame; rb = r cos a raggio della circonferenza di base o deferente, riferimento per la costruzione del profilo a evolvente dei fianchi dei denti; N.B. Nel caso i n cui rb > rf i profili dei fianchi dei denti sono prolungati all'interno di rb circa radialmente!!!! ra = raggio della circonferenza di troncatura esterna, in corrispondenza della quale il profilo ad evolvente viene interrotto rf = raggio della circonferenza di troncatura interna, in corrispondenza della quale il profilo ad evolvente viene iniziato ha = addendum, definito come differenza tra il
raggio di troncatura eterna, o raggio di testa, e il raggio primitivo
hf = dedendum,
definito come differenza fra il raggio primitivo e il raggio di troncatura
interna o di piede:
Il profilo geometrico descritto subisce generalmente «ritocchi» per essere più idoneo a un corretto funzionamento/ingranamento:
Affinché sia assicurato l'ingranamento fra due ruote dentate a denti diritti e` necessario che abbiano lo stesso modulo; conseguentemente il relativo rapporto di trasmissione, tenendo presente quanto già esposto anche trattando le ruote di frizione, nonché la definizione di modulo, risulta:
Considerando una coppia di ruote dentate a denti diritti in presa (Figura 11), il contatto fra i relativi fianchi, imposto il senso di rotazione in figura, inizierà in corrispondenza dell'intersezione del cerchio di testa della ruota condotta con la retta di pressione (punto Q1 si svilupperà da detto punto fino a C (fase di «accesso»), proseguirà oltre C (fase di «recesso») per concludersi all'intersezione del cerchio di testa della ruota motrice sempre con la retta di pressione (punto Q2). Siano le seguenti definizioni geometriche:
condizione necessaria affinché sia assicurata continuità nella trasmissione è che, al cessare del contatto fra una coppia di denti coniugati, sia già iniziata la fase dì condotta relativa alla coppia successiva; il passo della dentatura dovrà essere perciò inferiore all'arco di condotta! Ovvero:
si
fa sovente riferimento a una grandezza denominata rapporto di condotta:
che generalmente è assunto pari a 1,2÷ 2. Nello studio cinematico dell'ingranamento fra due ruote dentate si è già avuto modo di notare l'esistenza di uno strisciamento relativo fra i fianchi a contatto dei denti in presa. Per avere un'indicazione sull'entità della velocità relativa di strisciamento durante l'ingranamento, all'interno dell'arco di condotta si immagini perciò di rendere immobile la ruota motrice e considerare la ruota condotta rotolante su di essa , attribuendo al sistema una velocità angolare uguale e opposta a w1; ciò significa appunto che la ruota 1 è immobile:
e che la ruota 2 subisce rotazione attorno al centro d'istantanea rotazione C con velocità angolare:
Nello spostamento del contatto da Q1 a C (fase di accesso) la velocità di strisciamento con la quale il dente si inserisce nel vano relativo decresce fino ad annullarsi, istantaneamente, nel punto di tangenza dei cerchi primitivi, mentre nella fase di recesso (da C a Q2) riprende ad aumentare; la legge di variazione di tale velocità è di tipo, sostanzialmente, lineare:
Tali considerazioni sono di fondamentale importanza in quanto gli attriti sviluppati (in relazione al carico sui denti e al loro stato di finitura, nonché al materiale di costruzione) sono causa di usura e riscaldamenti durante il funzionamento, con il pericolo di indurre principi di saldatura sui fianchi dei denti, nonché grippaggi; per evitare simili inconvenienti si adottano oli lubrificanti con particolari additivi, idonei trattamenti superficiali sui denti (per esempio: nitrurazione), oppure, intervenendo direttamente sulla geometria della trasmissione, rendendo minore l'arco di condotta (al fine di ridurre b), conseguenza di un proporzionamento della dentatura con numerosi denti di piccolo modulo. Per
un funzionamento cinematicamente corretto, i cerchi di testa o di troncatura
esterna delle dentature devono intersecare la retta di pressione (punti
Q1, e Q2) internamente al segmento
8.2.1. Numero minimo di denti Le
condizioni geometriche esposte per assicurare un funzionamento cinematicamente
corretto della trasmissione e per evitare interferenze impongono che le
ruote dentate siano realizzate con un sufficiente numero minimo di denti
in relazione al loro diametro primitivo. Consideriamo il caso limite in
cui un pignone o rocchetto ingrana con una dentiera, ovvero una ruota
dentata con raggio primitivo Ñ, i cui
denti sono profilati a trapezio isoscele (evolvente degenere in retta,
segmentata dalle troncature di testa e di base) (Figura 12); in tale accoppiamento
supponiamo, condizione limite ammissibile per evitare interferenza, che
sostituendo:
ricordando che:
dalla quale il numero (per qualunque tipo di proporzionamento) minimo di denti risulta:
nel caso di proporzionamento modulare: ha = m; ne deriva:
per l'angolo di pressione unificato di 20° si calcola: z1 =. 17 con a= 15° => z1 =30 con a = 22° 30' (dentature rilassate, esempio Fellows) => z1 13 Se si facesse ingranare il pignone, anziché con
la dentiera, con un'altra ruota, si ricaverebbe graficamente un addendum
ha certamente maggiore (
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